robespierre 1792

Che senso ha rimanere in un ordine di cose in cui l’intrigo trionfa a scapito della verità ? ( Robespierre )

Bottoni

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venerdì, 09 novembre 2007

Attivati! Manda la viral email!

Attivati ora! Guarda il video e invia una viral e-mail!

Attivati ora contro la violenza domestica!
Guarda il video e invia una viral e-mail!


Postato da: eclissidisole a 09:14 | link | commenti

sabato, 19 maggio 2007

Giornate dell'Attivismo

att_giorno
Per un intero fine settimana attiviste e attivisti di Amnesty International organizzeranno, nelle piazze delle principali città italiane, momenti di mobilitazione, eventi, rappresentazioni teatrali, proiezioni e tanto altro.

PARTECIPA IL 26 e 27 MAGGIO ALLE GIORNATE DELL'ATTIVISMO!
AIUTACI A DIFENDERE I DIRITTI UMANI.


Per le Giornate dell’Attivismo, dal 18 al 30 maggio, le quattro compagnie di telefonia mobile hanno messo a disposizione di Amnesty un numero per gli sms solidali.

ATTIVATI PER AMNESTY, INVIA UN SMS SOLIDALE AL NUMERO:
48586*

Quest’anno le Giornate saranno dedicate alla campagna Control Arms , con cui Amnesty International, insieme a Oxfam e Iansa, chiede un Trattato internazionale sul commercio di armi.

Il 26 e 27 maggio, nelle piazze italiane, sarà possibile sostenere pubblicamente il proprio appoggio al Trattato, partecipando alla “consultazione popolare” per chiedere al governo italiano dare parere favorevole sulla fattibilità del Trattato. Nei prossimi mesi, infatti, i governi saranno chiamati a esprimersi con il Segretario Generale delle Nazioni Unite su “fattibilità, ambito di competenze e parametri” del futuro Trattato sul commercio di armi. 

Dacci una mano, scendi in piazza!

•  Compila il modulo e diventa Attivista per un Giorno
•  Scrivi ad attivismo@amnesty.it per fare la tua proposta. 
•  Partecipa con la tua classe o la tua scuola!


Le Giornate dell’Attivismo 2006

armi



*Per ogni sms inviato da Sim non aziendali, l'associazione riceverà 1,00 €.


Postato da: eclissidisole a 14:23 | link | commenti

A partire da Martedì 22 maggio saranno finalmente disponibili i teli mare STD.Indispensabili per le vacanze con i nostri amici a quattro zampe! Misure 75×150. Peso: 400 grammi Prodotto in ItaliaPuoi ordinarli a soli 15 euro + spese postali scrivendo a shop@savethedogs.it 

 

telo.jpg


Postato da: eclissidisole a 14:07 | link | commenti

sabato, 11 febbraio 2006

Words [cannot describe]

Venitemi a trovare.....

 

www.stelladimare.splinder.com

www.briciolediluna.splinder.com


Postato da: eclissidisole a 16:55 | link | commenti (3)
visioni, affissioni abusive, telefonate all alba alba alle 9 , sic et sempliciter, abusi di potere

lunedì, 05 dicembre 2005



 

9 Dicembre 2005 ore 18:00 presso libreria "L'eternauta"

via Gentile da Mogliano, 184  ROMA

Pietro Presti presenta "Liberami dal male" Edizioni Clandestine

ISBN 88-89383-25-9.

La lettura vedrà la partecipazione di Alex Moore Armstrong autrice di "Alexis' Diary". Edizioni Clandestine.

Vorreste ch'io leccassi i vostri occhi per soddisfarvi. State sbavando lacrime dense salivari. Vorreste chiudermi dentro i vostri occhi serrando palpebre e così ingabbiarmi. Ma non vi sarà concesso e lo sapete. I flash mi accecano, brillio forsennato del vostro terzo occhio tecnologico. Dove mi conserverete? Nel cuore, tra le pagine dimenticate di un libro, nei portafogli in pelle da mariti annoiati o sulle pareti bianche delle vostre esistenze. Perciò sbrigatevi ad ingoiare questo pasto visivo. Arriverà presto il buio a oscurare i vostri sguardi e i flash non serviranno. Avete sguardi come chiodi, usateli. Prima che si spengano le luci e cali il buio ad uccidervi tutti.

**********

Domenica 11 Dicembre ore 20.00

Angela Buccella presenta "Glamodama" c/o Caffè Letterario -

Via Ostiense 83,95- ROMA

Ora siamo di nuovo insieme. Sei bella come sempre. Un'ossuta creazione divina. I tuoi neri capelli, la cadaverica pelle.
 Impazzisco quando sento la morte nelle vicinanze.
 Tu la incarni.
 Ti stringo. Con la paura di farti male.
 Mi prendi la mano.
 Vuoi che camminiamo così. Nella cava.
 Prima della prossima dose.
 Prima della fine di tutto.
 Prima della fine di noi.
 E' solo la nostra dose d'amore.
 E' solo la nostra dose d' amore.
 E' solo la nostra dose d'amore.


Postato da: Preziosaperlina a 13:14 | link | commenti (2)

giovedì, 27 ottobre 2005


Postato da: angelalover a 10:40 | link | commenti
eventi

sabato, 01 ottobre 2005

È oggi (P.Neruda)

È oggi: tutto l'ieri andò cadendo
entro dita di luce e occhi di sogno,
domani arriverà con passi verdi:
nessuno arresta il fiume dell'aurora.
Nessuno arresta il fiume delle tue mani,
gli occhi dei tuoi sogni, beneamata,
sei tremito del tempo che trascorre
tra luce verticale e sole cupo,
e il cielo chiude su te le sue ali
portandoti, traendoti alle mie braccia
con puntuale, misteriosa cortesia.
Per questo canto il giorno e la luna,
il mare, il tempo, tutti i pianeti,
la tua voce diurna e la tua pelle notturna.


Postato da: Eva_eva a 18:16 | link | commenti (4)
poesia

martedì, 27 settembre 2005

Non ci ho già ripensato.

solo volevo chiudere in bellezza:

con questo articolo scritto per il manifesto del 24 settembre 2005:

Carne da Blog/1

Luis Sepúlveda
L'enciclopedia Blogger dice che un blog è un tipo di comunicazione informale e io aggiungerei, come lettore di numerosi blog, che è uno stupendo recipiente per vomitare.

E allora vomitiamo.

Il 4 settembre di trentacinque anni fa, in un giorno come questo, di primavera in Cile, festeggiavamo il trionfo di Unidad Popular, la vittoria elettorale di Salvador Allende, del compagno presidente Salvador Allende. Sappiamo tutti come finì quell'esperienza democratica di socialismo alla cilena, e sappiamo che oggi, con un gran senso di schifo e il vomito in gola, i cileni devono convivere con i loro despoti, con i torturatori, con quelli che hanno fatto sparire persone, hanno assassinato, hanno rubato a tutto spiano. Vomitevole. Recentemente è morto di cancro il generale Forestier, un torturatore, un assassino, un soggetto che ha negato l'esistenza di desaparecidos e ha tirato le cuoia al sicuro da qualunque imputazione. Un soggetto vomitevole. Il governo cileno ha inviato le sue sentite condoglianze alla famiglia Forestier. Vomitevole. A me non è dispiaciuta la sua morte, è uno di meno, per lo meno questo, è uno di meno. Una settimana prima lo stesso governo cileno aveva amnistiato, nell'interesse della «convivenza nazionale», un criminale che sequestrò e sgozzò Tucapel Jiménez, un sindacalista cileno, tenace e coraggioso oppositore della dittatura. Anche la convivenza è vomitevole se va avanti a colpi di perdono alle spalle delle vittime. Mesi fa sono stato a Seul e, camminando con amici cileni nella zona americana, ho conosciuto due marines degli Stati Uniti. Parlavano spagnolo con l'accento dei Caraibi. Erano di Portorico, un paese latinoamericano che è una stella sulla bandiera yankee. Andavano in Iraq, ma prima di mandarli al macello in Iraq li premiavano con una settimana nella Corea del Sud. Uno aveva ricevuto in regalo un lettore mp3, e l'altro una videocamera digitale. «Questo, una volta, era un paese comunista e noi l'abbiamo salvato» ha detto uno. «L'America mi ha dato la possibilità di venire qui» ha detto l'altro. Poi mi hanno confessato che il loro inglese non era molto buono e che andavano in Iraq perché al ritorno li avrebbero fatti cittadini Usa, sempre che non tornassero indietro in sacchi di plastica. Vomitevole. Ho chiesto cosa ne pensavano dei cosiddetti volontari del Kansas e dell'Alabama che, in comodi camper e armati fino ai denti, sorvegliano il confine meridionale degli Stati Uniti, pronti a sparare alle espaldas mojadas, ai più poveri dei poveri, gente a cui hanno portato via persino la dignità e che cerca di entrare nel «paese delle opportunità», in quell'America, America che ha accolto e formato delatori geniali come Elia Kazan. «In America tutti possono arrivare a diventare presidenti» ha detto uno. «Con un po' di sacrificio, potremo goderci l'American dream» ha spiegato l'altro. La maggior parte dei soldati morti in Iraq, quasi duemila, sono neri e latini. Ne conosco uno che ha avuto un attacco di intelligenza latina e ha disertato: è il figlio del compositore nicaraguense Carlos Mejía Godoy. Visto che non era ancora cittadino americano, gli yankee non sanno cosa fare con lui, perché l'America non assolda mercenari e, si sa, i neri poveri e i latini poveri vanno ad ammazzare civili iracheni e a morire fra il Tigri e l'Eufrate come volontari. Vomitevole. Carne da blog.

Nel novembre dell'anno scorso, l'uragano Michelle colpì i Caraibi e si accanì con Cuba. Secondo Ben Wisner, dell'Istituto per lo Sviluppo della London School of Economics, l'uragano che danneggiò quasi 25mila case e ne distrusse completamente 2800, causò soltanto cinque morti. Il governo cubano evacuò 700mila persone, il 6,36 % della popolazione, in sole 24 ore. Le Forze armate rivoluzionarie si recarono nella parte meridionale dell'isola per aiutare la gente, e lo fecero. Non avevano ordine di sparare ad altezza d'uomo per «mantenere l'ordine».

La maggior parte delle vittime di Katrina sono neri e latini, i loro corpi galleggiavano nelle strade inondate di New Orleans, vicinissimo al Superdome, il gigantesco stadio che sarebbe dovuto servire come centro di rifugio ed evacuazione. Il presidente Bush era in vacanza. Condoleezza Rice si stava comprando scarpe in un negozio esclusivo per donne come lei. Era una tragedia prevedibile. Nel 2001, la rivista Scientific American aveva avvertito delle deplorevoli condizioni degli argini che contenevano le piene del Mississippi, dell'obsolescenza dei sistemi di pompaggio in caso di inondazione, della crescita incontrollata delle case in zone ad alto rischio e dell'insufficienza delle vie di evacuazione. Quello stesso anno, l'Agenzia Federale per il Controllo delle Emergenze aveva avvertito il governo che, se non si adottavano misure immediate, un uragano avrebbe avuto conseguenze catastrofiche per New Orleans. Gli ingegneri militari Usa avevano raccomandato l'approvazione urgente di uno stanziamento di 27,1 milioni di dollari per riparare gli argini. Il governo di Bush l'aveva approvato, ma al momento di inviare il denaro ha deciso di stornarne l'80% per pagare le spese dell'Iraq. Così si pianificano le catastrofi imperiali. Vomitevole.

Quando lo Stato ci abbandona, quando il bisogno si impone, quando la sete e la fame minacciano di uccidere, l'istinto di sopravvivenza ordina di violare le leggi che non servono. È legittimo saccheggiare un supermercato se i soccorsi non arrivano. Ma la governatrice dello stato della Louisiana, Kathlen Blanco, invece di accelerare gli aiuti umanitari, ha armato di fucili M-16 tremila soldati della guardia statale. «Sanno come sparare per uccidere, sono più che desiderosi di farlo e spero che lo facciano». Le sue parole sono parte della storia degli Stati Uniti. Quella donna è una repubblicana di razza. Vomitevole.

Nella Casa Bianca, un intellettuale texano, ex alcolista non troppo redento, fondamentalista religioso e cretino integrale, chiede un colloquio con Pat Robertson, il pio reverendo che invoca a gran voce l'assassinio del presidente venezuelano Hugo Chávez. I suoi minuscoli occhietti da farabutto ritardato cercano il Venezuela sulla cartina dell'Africa. Vomitevole. Carne da blog.

(traduzione di Ilide Carmignani)


Postato da: iperio a 16:28 | link | commenti (2)
giustizia, diritti umani, cile

questo blog si ferma qui per il momento...

ho deciso di concentrarmi sul mio blog principale e su 666coseproibite.

grazie a tutti quelli che mi hanno seguito fin qui.

 

sapete comunque dove trovarmi

Iperio Robespierre

I love you all

 


Postato da: iperio a 15:53 | link | commenti
hello and goodbye

venerdì, 16 settembre 2005

 
Nel suo interessante articolo su Repubblica di oggi Tim Garton Ash propone un sommario di sei diverse tesi sull’Islam e il suo rapporto scontro con l’Occidente, che si possono sintetizzare così:
1.   L’Islam è religione, la religione è superstizione e falsa conoscenza, c’è bisogno di una società laica nei paesi islamici.
2.   Il problema non è la religione in se ma la religione islamica in particolare.
3.   Il problema non è la religione islamica ma l’interpretazione distorta dell’Islam data dalle correnti integraliste.
4.   Il problema è politico: nessuno stato arabo è una democrazia autoctona.
5.   Il problema è l’Occidente, la sua immoralità, l’appoggio dato ad Israele.
6.   Il problema sta nel contatto tra l’immigrazione dei giovani musulmani e l’occidente che se per la maggior parte costituisce un enorme attrazione, dall’altra suscita disgusto e violenza in una minoranza.
Mi stupisce come manchi una tesi economica, piuttosto evidente.
Il fatto è che i 22 Paesi della Lega Araba costituiscono i maggiori detentori della ricchezza del petrolio, che è il bene mondiale attualmente più prezioso e la cui disponibilità va via via diminuendo.
La Lega araba non è mai stata unita, in realtà, sin dalla sua fondazione nel 1945. Divisa sin da allora tra paesi filo sovietici e filo occidentali.
Oggi divisa ancora tra stati filo occidentali e stati che rivendicano anche violentemente una propria indipendenza e autonomia, essi costituiscono in realtà il più grosso problema per l’economia liberista occidentale.
Che accadrebbe se la Lega Araba mettesse da parte odi e divergenze e si unisse in un mercato comune del tipo europeo e decidesse di porre un embargo petrolifero, o di escludere le compagnie occidentali dall’affare petrolifero?
Il nocciolo del problema è proprio questo e l’Iraq, uno dei paesi del petrolio, non a caso è al centro di questo conflitto già iniziato e di cui l’Islam e il Cristianesimo sono in realtà un banale pretesto.
Nel frattempo ieri in Iraq ci sono stati oltre 150 morti, oggi altri 20, e la democrazia irachena dal suo instaurarsi, ha comminato oltre alle torture subite nei vari carceri speciali, 41 condanne a morte e oltre 5000 condanne all’ergastolo.
 


Postato da: iperio a 09:58 | link | commenti (3)
iraq, islam, petrolio

 

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